Studio Tributario Innocenti
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IMU E TASI PRIMO ACCONTO 2018
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Liberi professionisti equiparati alle Imprese per fondi UE-Toscana prima in Italia
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Notifica via Pec: Obbligatoria dal 1 luiglio 2017
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Modulo adesione rottamazione cartelle esattoriali
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MEDIAZIONE FISCALE E STUDI DI SETTORE -
22/03/2012, ore 10:11

Mediazione fiscale e gli studi di settore

La mediazione - La mediazione tributaria, prenderà il via dal 2 aprile per gli atti di valore non superiore a 20 mila euro. Tale istituto si aggiunge agli strumenti attualmente vigenti, quali l’autotutela e il concordato e la conciliazione, ma a differenza di questi ultimi la mediazione tributaria deve essere trattata da strutture diverse e autonome da quelle che hanno curato l’istruttoria degli atti reclamabili.

Mediazione e studi di settore - Con riferimento alla nuova procedura, pare saranno proprio gli accertamenti che verranno effettuati nei soggetti non congrui agli studi di settore Mediamente un accertamento nei confronti di tali soggetti, non congrui, si attesta intorno ai 14 mila euro di maggiore imposta accertata e tale fattispecie rientra a pieno titolo nell’ambito delle liti minori. Quindi si potranno applicare alla suddetta fattispecie, dal prossimo 1° aprile, i due nuovi istituti della mediazione e del reclamo come dettagliatamente chiariti dalla circolare n. 9 dell’Agenzia delle Entrate.

Utilizzo antievasione - Gli studi di settore sono sempre di più destinati a un maggior utilizzo “antievasione”. A seguito dell’entrata in vigore del reclamo e della mediazione, la procedura di accertamento da studi di settore, per importi della lite fino al valore soglia (20.000 euro), verrà profondamente modificata sulla base di una serie di passaggi obbligati/facoltativi. In primo luogo, se il contribuente non si è adeguato in dichiarazione, oppure vi sono dei dati inesatti o sbagliati, il primo atto dell'ufficio è quello dell’invito all'adempimento, incentivando il contribuente all'adozione di comportamenti virtuosi attraverso la presentazione di una dichiarazione integrativa.

Contraddittorio preventivo – Se l’invito del Fisco non dovesse sortire i suoi effetti, il secondo passo consiste nell'invito al contraddittorio preventivo, che in tema di studi di settore è passaggio obbligatorio a pena di nullità dell'intero accertamento. Se il contraddittorio non consente di chiudere la potenziale controversia, l'ufficio potrà procedere con l'emissione dell'avviso di accertamento vero e proprio che, se notificato dopo il 1° aprile 2012 e se contenente maggiori imposte d’importo inferiore ai 20 mila euro, rientrerà a pieno titolo nel novero degli atti reclamabili.


 

 

 
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