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STUDI DI SETTORE NELLA MANOVRA MONTI -
02/01/2012, ore 17:25

Le novità per gli studi di settore nella Manovra Monti: sospetti nel mirino

La manovra Monti prevede per gli studi di settore facilitazioni per i “buoni” e controlli a tutto campo per chi non si adegua o presenta comunicazioni errate

Nel pacchetto di misure per la lotta all’evasione fiscale la Manovra Monti interviene per mettere a fuoco lo strumento dell’accertamento basato sugli studi di settore cercando di favorire e premiare i contribuenti più disponibili a collaborare con il Fisco, stringendo nello stesso tempo  le maglie del controllo  su chi sembra non volersi adeguare.

Nell’art. 10, non a caso intitolato  ”regime premiale per favorire la trasparenza” del decreto 201/2011 sono previsti importanti infatti benefici sui contribuenti soggetti agli studi di settore   a patto che siano congrui e coerenti con gli indicatori e non abbiano commesso errori nella compilazione dei modelli.

Le novità per gli studi di settore nel DL 201/2011

• Esenzione dagli accertamenti induttivi , cioè quelli basati su presunzioni semplici (art. 39 c.1 lett. D Dpr 600/73)
• Decadenza dell’azione di accertamento entro 3 anni e non 4 come di norma ,dopo l’anno di presentazione della dichiarazione
• Accertamenti sintetici previsti solo se il reddito accertabile eccede di 1 terzo (non più 1 quinto) quello dichiarato


Le facilitazioni sono  applicabili  già sul periodo di imposta 2011. Va sottolineato però, nuovamente, che ne è escluso chi non ha effettuato la dovuta comunicazione dei dati o ha commesso degli errori (purtroppo molto frequenti viste le scarse istruzioni su modelli piuttosto complessi)

Per quanto riguarda invece  i contribuenti che dichiarano meno di quanto previsto dagli studi  e risultano quindi "non congrui ma  sono  “coerenti " con gli studi di settore perche  rispettano gli indicatori specifici,   sono previsti piani nazionali di  controlli  fiscali che potranno utilizzare anche i dati finanziari presenti nell’Anagrafe Tributaria.

Ancora più mirata  invece  sui  soggetti non congrui né coerenti  l’attenzione “prioritaria” del Fisco con indagini finanziarie specifiche sulla loro situazione e a tutto campo  ovvero con l'utilizzo dei controlli bancari.

Le sanzioni per omesse o infedeli comunicazioni

Ricordiamo , per completezza , che sui contribuenti infedeli o "distratti" era già intervenuta la manovra del governo Berlusconi DL 98/2011, prevedendo alcune misure nella stessa direzione: 

  • la possibilità di accertamento induttivo per chi si discosta di più del 10% dal reddito previsto dagli studi di settore
  •  sanzioni massime di 2065 euro per omessa COMUNICAZIONE DEI DATI rilevanti per gli studi di settore e
  • la maggiorazione del 50%  della sanzione se a questa omissione si associa l’infedeltà delle dichiarazioni IRPEF IRAP IVA.

 

 
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